Il maltempo allontana il pontone Meloria

Porto Azzurro, 19 ottobre Il vento di scirocco ha costretto il pontone Meloria, attrezzato dalla Marine Consulting con l'impianto per le immersioni in saturazione per il recupero del carico del Polluce, a mollare gli ormeggi e a farsi trainare dal rimorchiatore Tito Neri II a ridosso nella rada di Portoferraio. I quattro OTS - operatori tecnici subacquei - Fabrizio Cappucci, Stefano Lunardini, Giorgio Verdura, Roberto Zicché, impossibilitati ad abbandonare l'ambiente pressurizzato a 10 atmosfere, corrispondente a
Del resto, l'interesse e la curiosità per l' "Operazione Polluce" stanno montando. Non solo a Porto Azzurro ma in tutta l'isola d'Elba. Quando la sera di domenica 16 le prima casse di reperti furono sbarcate in banchina e, sotto l'occhio vigile di funzionari della soprintendenza e dei carabinieri, portate alla fortezza spagnola per esservi custodite, molta gente presente domandava se si trattasse di pesce. Ma i manifesti che annunciano il recupero del Polluce parlano chiaro: elbani e turisti si sono subito appassionati all'evento. E, specialmente i più anziani tra gli isolani, cominciano a farsi avanti e a offrirsi come volontari: decisi a dare il loro contributo al chiarimento d'una vicenda di 164 anni fa che è parte integrante della storia di questa terra.
ALLESTIMENTO DEL CANTIERE SOTTOMARINO
Porto Azzurro (Elba), 18 ottobre 2005 Un'attesa quasi spasmodica, questa mattina, dopo che ieri, tra il migliaio abbondante di monete raccolte dai sommozzatori sulla sabbia che ricopre il relitto del Polluce, aveva fatto capolino un frammento di legno lavorato e dorato e tutti erano tornati a parlare della mitica carrozza d'oro della contessa della Rocca che avrebbe fatto parte del carico del piroscafo Polluce, affondato il 17 giugno 1841 a circa 5 miglia al largo di Porto Azzurro.
Ma, a causa delle condizioni meteomarine quella di oggi sul pontone Meloria della Neri di Livorno è stata una giornata dedicata alla preparazione del cantiere sottomarino. I sommozzatori professionisti che operano "in saturazione" - cioè rimanendo sottoposti alla pressione per più giorni di seguito ed effettuando un'unica decompressione a lavoro concluso - hanno infatti collocato, sul relitto, la "quadrettatura" in tubolari d'acciaio richiesta dagli archeologi del ministero per i Beni e le Attività Culturali. Domani, tempo permettendo, entreranno in azione le "sorbone", potenti idrovore che permetteranno, dopo un attento vaglio a mano, di recuperare il più piccolo oggetto sepolto sotto la sabbia che ricopre i resti della bella nave armata dalla De Luchi Rubattino di Genova. Nella giornata di domenica e nella mattinata di lunedì, i sommozzatori avevano raccolto quasi cinquemila monete d'argento - 'colonnati' spagnoli e pezzi da 5 franchi francesi - e alcune decine di monete d'oro: le une e le altre presumibilmente sfuggite alla benna per mezzo della quale il relitto era stato depredato, nel febbraio del 2000, da 'cacciatori di tesori sommersi' inglesi e italiani. Le previsioni non promettono bene: quindi si corre il rischio che il lavoro avviato subisca una sospensione.
Il dottor Maurizio Papi, sindaco di Porto Azzurro, ha ribadito che i reperti del Polluce sicuramente saranno collocati in un museo sull'isola d'Elba: "Certo, ci vorrà qualche anno - ha dichiarato - se non altro perché bisognerà attendere che la Soprintendenza renda disponibili i reperti restaurati. Prima, comunque, è previsto l'allestimento sulla nostra isola di due mostre per anno, una nel periodo pasquale e un'altra nella stagione estiva, per una durata complessiva di 60 giorni."
Cos'è un colonnato di Spagna ?
Il colonnato era una moneta spagnola d'argento, così definita perché recava impresse sul verso le due colonne d'Ercole, che significavano per gli antichi i monti Abila e Calpe, posti a guardia dello stretto di Gibilterra. La moneta fu definita anche Piastra di Spagna o Pezzo duro. Secondo la ponderazione del tempo corrispondeva al valore dello Scudo romano, cioè dieci paoli.
Per comodità riportiamo alcune equivalenze monetarie:
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Doppia d'oro = scudi 3.21
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Zecchino d'oro = scudi 2.20
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Luigi d'oro = scudi 4.75
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Napoleone d'oro = scudi 3.75
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Moneta di 5 franchi = scudi 0,93
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Scudo Toscano ovvero un Francescone = scudi 1.025
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Scudo di Milano = scudi 0,83
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Scudo di Baviera = scudi 0,95
IL TESORO C'E'
IL TESORO C'È
Cominciato il recupero
dal relitto del Polluce

PORTO AZZURRO (Isola d'Elba) 16 ottobre 2005 'Parecchie migliaia di "colonnati"spagnoli d'argento, molte decine di monete d'oro da 20 franchi francesi. E poi una forchetta e un cucchiaio d'argento, un calamaio di vetro nero d'inchiostro essiccato, qualche bottiglia rotta, un vaso di terracotta in perfette condizioni, brandelli di fasciame con conficcati chiodi di rame, qualche pezzo di carbone compatto e pesante per i 164 anni trascorsi a oltre cento metri di profondità.. Dalla notte del 17 giugno 1841, quando il Polluce, piroscafo a ruote fiore all'occhiello della flotta De Luchi Rubattino affondò in seguito alla collisione con il 'pacchebotto' napoletano Mongibello, a questa mattina alle 9.45 , quando le prime ceste con i reperti raccolti dai sommozzatori d'altofondale della Marine Consulting sono stati issati in coperta sul pontone attrezzato Meloria.
L'operazione, che è proseguita fino al tardo pomeriggio, si è svolta sotto la supervisione del prof. Claudio Mocchegiani Carpano, responsabile della sezione tecnica per l'archeologia subacquea del ministero per i Beni Culturali e Artistici e della dottoressa Pamela Gambogi della soprintendenza toscana; e alla presenza di personale dei Carabinieri del Nucleo di Firenze per la tutela del patrimonio culturale nazionale. Gli stessi carabinieri hanno preso in custodia i reperti sbarcati a Porto Azzurro.
Si è trattato " hanno chiarito gli archeologi " di una raccolta manuale preliminare di reperti visibili sulla fiancata sinistra del relitto, probabilmente oggetti ricaduti dalla benna usata dai saccheggiatori che aggredirono i resti del Polluce nel febbraio 2000. "In mezza giornata abbiamo recuperato più monete di quante ne raccolsero quei clandestini in un mese. Dire che sono felice è poco" ha dichiarato il sindaco di Porto Azzurro dottor Maurizio Papi.
L'idea di recuperare il carico prezioso del Polluce " destinato a un museo dedicato sull'isola d'Elba " è stata ispirata da tre anni di ricerche effettuate da Enrico Cappelletti e Gianluca Mirto che hanno ricostruito in un libro, L'oro dell'Elba, la storia della nave, fino al saccheggio compiuto da un gruppo di avventurieri italo-inglesi, all'intervento dei carabinieri, quindi di Scotland Yard, alla restituzione all'Italia delle 2000 monete d'argento, 400 d'oro e dei gioielli strappati al relitto con una benna, alla cieca.
POLLUCE LIBRO
OPERAZIONE POLLUCE

RECUPERO POLLUCE

Non è un caso che abbiamo dedicato un blog a questo entusiasmante evento.
Nel dicembre del 2004 la CAESAR ONLUS, in collaborazione con il Comitato di Promozione dei Valori Risorgimentali (http://www.provincia.livorno.it/WebRis/chi_siamo.htm ) di Livorno, organizzò a Cecina la manifestazione per ricordare il duecentenario della nascita di Francesco Domenico Guerrazzi, uno dei padri del risorgimento italiano.
E proprio il Guerrazzi nel 1844 rappresentò l'armatore Rubattino nella causa contro i Vapori Napoletani, vincendola brillantemente.
Ecco perché ci sembrava opportuno seguire gli sviluppi del recupero, soprattutto per gli interessanti risvolti storici che i risultati scientifici potrebbero avere per il risorgimento italiano.
È anche un modo per sostenere l'infaticabile attività del nostro amico Enrico Cappelletti, che insieme al collega Gianluca Mirto si è fatto carico di ricostruire attraverso un libro le innumerevoli peripezie di quello che in ogni modo si rivelerà un tesoro per la Storia e per la Comunità tutta.
Roberto Russo
ENRICO CAPPELLETTI

Enrico Cappelletti dopo aver ottenuto il brevetto NAUI nel 1967 a Gran Bahama, dove è vissuto per parecchi anni, è stato sommozzatore presso la SoilSub di Milano, azienda di lavori subacquei. Ha lavorato a Mondo Sommerso, a Sesto Continente; ha fondato Blu, il giornale dell'Idrospazio; è stato caporedattore di Acqua e responsabile di Controcorrente. Dalla sua trentennale attività di cronista del mare sono nati diversi libri, tra cui Fotosub edito da Zanichelli, Fotografare nel blu e la raccolta di fotografie subacquee Con una macchina fotografica e una pellicola in bianco e nero sott'acqua.
GIANLUCA MIRTO

Gianluca Mirto è uno dei più accaniti ricercatori di informazioni storiche per il riconoscimento dei relitti. Nel 1999 crea www.relitti.it, sito che è diventato un punto di riferimento per gli appassionati e cataloga tutti i relitti di navi in metallo che giacciono entro i cento metri lungo le coste nazionali. E' membro del direttivo dell'associazione Photosub Naturalist Divers, socio dell'Associazione italiana di documentazione Marittima e Navale. Nel 2003 ha fondato l'Agenzia Relitti Italia (ARI), il cui obiettivo è la conservazione, la valorizzazione e il recupero storico e culturale dei relitti sommersi.



