IL TESORO C'E'
IL TESORO C'È
Cominciato il recupero
dal relitto del Polluce

PORTO AZZURRO (Isola d'Elba) 16 ottobre 2005 'Parecchie migliaia di "colonnati"spagnoli d'argento, molte decine di monete d'oro da 20 franchi francesi. E poi una forchetta e un cucchiaio d'argento, un calamaio di vetro nero d'inchiostro essiccato, qualche bottiglia rotta, un vaso di terracotta in perfette condizioni, brandelli di fasciame con conficcati chiodi di rame, qualche pezzo di carbone compatto e pesante per i 164 anni trascorsi a oltre cento metri di profondità.. Dalla notte del 17 giugno 1841, quando il Polluce, piroscafo a ruote fiore all'occhiello della flotta De Luchi Rubattino affondò in seguito alla collisione con il 'pacchebotto' napoletano Mongibello, a questa mattina alle 9.45 , quando le prime ceste con i reperti raccolti dai sommozzatori d'altofondale della Marine Consulting sono stati issati in coperta sul pontone attrezzato Meloria.
L'operazione, che è proseguita fino al tardo pomeriggio, si è svolta sotto la supervisione del prof. Claudio Mocchegiani Carpano, responsabile della sezione tecnica per l'archeologia subacquea del ministero per i Beni Culturali e Artistici e della dottoressa Pamela Gambogi della soprintendenza toscana; e alla presenza di personale dei Carabinieri del Nucleo di Firenze per la tutela del patrimonio culturale nazionale. Gli stessi carabinieri hanno preso in custodia i reperti sbarcati a Porto Azzurro.
Si è trattato " hanno chiarito gli archeologi " di una raccolta manuale preliminare di reperti visibili sulla fiancata sinistra del relitto, probabilmente oggetti ricaduti dalla benna usata dai saccheggiatori che aggredirono i resti del Polluce nel febbraio 2000. "In mezza giornata abbiamo recuperato più monete di quante ne raccolsero quei clandestini in un mese. Dire che sono felice è poco" ha dichiarato il sindaco di Porto Azzurro dottor Maurizio Papi.
L'idea di recuperare il carico prezioso del Polluce " destinato a un museo dedicato sull'isola d'Elba " è stata ispirata da tre anni di ricerche effettuate da Enrico Cappelletti e Gianluca Mirto che hanno ricostruito in un libro, L'oro dell'Elba, la storia della nave, fino al saccheggio compiuto da un gruppo di avventurieri italo-inglesi, all'intervento dei carabinieri, quindi di Scotland Yard, alla restituzione all'Italia delle 2000 monete d'argento, 400 d'oro e dei gioielli strappati al relitto con una benna, alla cieca.



