POLLUCE MISSION

Tutto sul POLLUCE


RECUPERO POLLUCE

 

 

 

Non è un caso che abbiamo dedicato un blog a questo entusiasmante evento.

Nel dicembre del 2004 la CAESAR ONLUS, in collaborazione con il Comitato di Promozione dei Valori Risorgimentali (http://www.provincia.livorno.it/WebRis/chi_siamo.htm  ) di Livorno, organizzò a Cecina la manifestazione per ricordare il duecentenario della nascita di Francesco Domenico Guerrazzi, uno dei padri del risorgimento italiano.

E proprio il Guerrazzi nel 1844 rappresentò l'armatore Rubattino nella causa contro i Vapori Napoletani, vincendola brillantemente.

Ecco perché ci sembrava opportuno seguire gli sviluppi del recupero, soprattutto per gli interessanti risvolti storici che i risultati scientifici potrebbero avere per il risorgimento italiano.

È anche un modo per sostenere l'infaticabile attività del nostro amico Enrico Cappelletti, che insieme al collega Gianluca Mirto si è fatto carico di ricostruire attraverso un libro le innumerevoli peripezie di quello che in ogni modo si rivelerà un tesoro per la Storia e per la Comunità tutta.

 

Roberto Russo

 

 

 

ENRICO CAPPELLETTI

Enrico Cappelletti dopo aver ottenuto il brevetto NAUI nel 1967 a Gran Bahama, dove è vissuto per parecchi anni, è stato sommozzatore presso la SoilSub di Milano, azienda di lavori subacquei. Ha lavorato a Mondo Sommerso, a Sesto Continente; ha fondato Blu, il giornale dell'Idrospazio; è stato caporedattore di Acqua e responsabile di Controcorrente. Dalla sua trentennale attività di cronista del mare sono nati diversi libri, tra cui Fotosub edito da Zanichelli, Fotografare nel blu e la raccolta di fotografie subacquee Con una macchina fotografica e una pellicola in bianco e nero sott'acqua.

 

 

 

GIANLUCA MIRTO

 

 

 

Gianluca Mirto è uno dei più accaniti ricercatori di informazioni storiche per il riconoscimento dei relitti. Nel 1999 crea www.relitti.it, sito che è diventato un punto di riferimento per gli appassionati e cataloga tutti i relitti di navi in metallo che giacciono entro i cento metri lungo le coste nazionali. E' membro del direttivo dell'associazione Photosub Naturalist Divers, socio dell'Associazione italiana di documentazione Marittima e Navale. Nel 2003 ha fondato l'Agenzia Relitti Italia (ARI), il cui obiettivo è la conservazione, la valorizzazione e il recupero storico e culturale dei relitti sommersi.

 

 

 

 

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Ho appena terminato l'interessante lettura di "L'oro dell'Eba - .operazione Polluce" di Enrico Cappelletti e Gianluca Mirto. Un resoconto assai ben presentato e piu' affascinante di un romanzo proprio perche' non di fantasia trattasi ma di fatti davvero avvenuti che hanno il sapore, pero', di un romanzo di Cussler, per esempio. Inquietante il quadro generale in cui la nave Polluce fu speronata (fu davvero un incidente?), non convincenti le apparenti ragioni per cui tali e tante ricchezze furono su di essa imbarcate (non soddisfa del tutto il desiderio dei ricchi passeggeri di non volersi separare dai proprio beni piu' importanti). Per cio' che concerne i fatti risalenti al 2003, sconcerta e stupisce non poco che un rimorchiatore di oltre cento metri di lunghezza abbia potuto lavorare indisturbato per un mese a poca distanza dalla costa elbana senza che alcun controllo fosse effettuato dalla Guardia Costiera o dai Carabinieri. Al contrario se con un gommone ci ancoriamo in vista della costa e ci immergiamo con le bombole e' facile che siamo sottoposti a controlli da parte di un mezzo di pattuglia. Uno scandalo, possibile forse per la connivenza di qualche personaggio influente, che una squadra di arraffatori inglesi senza scrupoli abbia potuto agire indisturbata per 4 settimane e demolire indegnamente un relitto di importanza storica per rubare qualche sacco di monete d'oro, un po' di gioielli e perfino uin cesso di lusso! A.

Il Polluce era un vascello a vapore che affondò al largo dell'isola d'Elba il 17 giugno 1841, dopo essere stato 'abbordato' (praticamente travolto) dal vapore napoletano Mongibello. Si trattava di una nave da trasporto passeggeri leggera e veloce che applicava una tecnologia d'avanguardia. Pertanto anche un grande investimento per l'armatore Rubattino.

Perché un tesoro a bordo del Polluce ? Perché i nobili e segnalati ospiti dell'imbarcazione avevano portato con sé molto più del necessario: una serie inenarrabile di preziosi e di denaro, forse destinato a finanziare qualche movimento risorgimentale ?

Per adesso si ricordi soltanto che fu proprio l'armatore Rubattino a fornire, suo malgrado, il 'Piemonte' ed il 'Lombardo', le due navi che servirono per la Spedizione dei Mille del 1860...

ma questo relitto cosa trasportava?

perchè aveva un tesoro a bordo?

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